Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

con Nessun commento

Dal 23 Gennaio 2019 al 13 Ottobre 2019 presso la Galleria d’Arte Moderna la mostra che indaga la figura femminile attraverso le opere di artisti operanti tra fine ottocento, lungo tutto il novecento fino ai nostri giorni. Un percorso che si snoda tra le diverse correnti artistiche rappresentate e i diversi sfondi sociali evocati. Curata da Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi, Daniela Vasta, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita CulturaleSovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Cineteca di Bologna, Istituto Luce-Cinecittà.

 

DONNE, CORPO E IMMAGINE

La Mostra

presenta circa 100 opere tra dipinti, sculture, grafica, fotografia e video, alcune mai esposte prima.

Le tre sale e gli spazi multimediali dedicati testimoniano come la figura femminile sia il soggetto ispiratore di creatività privilegiato, e come attraverso le diverse interpretazioni abbia alimentato il continuo cambiamento.

Le Opere e i contesti

Ne Le Vergini savie e le vergini stolte di Giulio Aristide Sartorio, ne La Sultana di Camillo Innocenti, o ne L’angelo dei crisantemi di Angelo Carosi, sono rappresentate le sfumature della donna ambivalente simboleggiata tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento. La donna angelica eterea e spirituale e la donna provocante e carnale sono descritte con completezza dagli esempi esposti nella mostra.

Questo immaginario sarà modificato con i profondi cambiamenti sociali che seguirono la fine della I Guerra Mondiale.  L’emancipazione sociale, dai precedenti movimenti delle suffragette in Europa alla consistente entrata nel mondo del lavoro, mutò la percezione dell’immagine delle donne nelle arti visive.

Ne Il dubbio di Giacomo Balla troviamo una donna che si volta per guardare qualcosa o qualcuno dietro di se, lo sguardo curioso e seducente la trasforma da oggetto di ammirazione a soggetto misterioso e indipendente, la tensione del collo, la schiena lucente trasmettono calmo vigore e consapevolezza di se.

Il fascismo poi riaffermò il modello tradizionale femminile della donna madre che trovò conferma in molte delle espressioni artistiche del tempo. Purtuttavia sullo stesso modello, nell’arte degli anni trenta e quaranta, si esprime un’indagine profonda sulle solitudini esistenziali entrando nell’intimità delle mura domestiche. Quasi a voler denunciare la condizione di costrizione della donna nella società; Riflesso allo specchio di Antonietta Raphael, Maternità di Luigi Trifoglio, Vecchie carte di Baccio Maria Bacci o Donne che si spogliano di Mario Mafai ne sono esempi illuminanti.

Col voto delle donne del 1946, conseguenza naturale dopo la partecipazione femminile alla guerra di liberazione, iniziò il percorso della vera emancipazione sociale. Alla fine degli anni sessanta le lotte per la parità dei diritti produssero il profondo cambiamento interiore, ci fu più consapevolezza delle proprie potenzialità in tutti gli ambiti della società, compreso quello dell’arte. La nuova identità femminile è oggetto della ricerca artistica come sono gli esempi Bacio Indelebile   di Tomaso Binga e L’altra ego di Giosetta Fioroni.

Video e Fotografia

Videoinstallazioni, fotografie e filmati arricchiscono l’esposizione. Da segnalare la proiezione del film, di Giovanna Gagliardi, Bellissima prodotto dall’Istituto Luce nel 2004 che racconta il cammino di emancipazione femminile nel XX secolo. Attraverso interviste, spezzoni di film, canzoni popolari e documenti storici si comprende pienamente quale rivoluzione le donne abbiano compiuto.

Nell’ultima sezione si possono scoprire documenti provenienti da Archivia (Archivi, Biblioteca, Centro di Documentazione delle donne) sulle lotte femministe, e, inoltre, testimonianze di filmati e performance di alcune protagoniste di quella stagione. Il considerevole materiale proviene da collezioni private e da importanti Musei e istituzioni pubbliche come il Museo di Roma in Trastevere, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, la Galleria Civica d’Arte Moderna Torino, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, il MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e l’Archivio Tullia Denza. A rappresentare la completezza e l’organicità del tema presentato ci saranno più iniziative culturali: da Marzo ogni mese saranno inserite nuove opere all’interno del ciclo L’opera del mese.

Fra Aprile e Ottobre ci saranno una serie di presentazioni, performance, proiezioni e serate musicali.

Info, Orarie e Costi della mostra

DONNE, CORPO E IMMAGINE TRA SIMBOLO E RIVOLUZIONE

  • Dal 23 Gennaio 2019 al 13 Ottobre 2019
  • Galleria d’Arte Moderna, Via Francesco Crispi 24
  • ORARIO: Martedì a Domenica 10.00 – 18.30 (L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura)
  • Biglietto Intero 7.50 €
  • Biglietto Ridotto 6.50 €
  • Residenti: Biglietto Intero 6.50 €
  • Biglietto Ridotto 5.50 € (Per i possessori della MIC Card l’ingresso alla mostra è gratuito)
  • TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 06 08