Frank Holliday in Rome

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Dal 20 Giugno al 13 Ottobre 2019, presso il Museo Carlo BilottiAranciera di Villa Borghese.

Per la prima volta le opere di Frank Holliday sono esposte in una istituzione museale italiana. Dopo più di un anno dalla grande mostra del MoMA di New York dedicata alla scena artistica della Grande Mela degli anni Settanta e Ottanta, in cui Holliday conquistò un posto di primo piano tra artisti del valore di Andy Warhol, Roma rende omaggio al grande artista che si protende verso il post-modernismo.

 

Frank Holliday in Rome

Il Museo Carlo Bilotti e Frank Holliday

 

Nel parco, probabilmente, più suggestivo di Roma, dal 2006 l’edificio dell’Aranciera, accuratamente restaurato, è diventato uno scrigno sorprendente di gioielli artistici.

Contiene infatti importanti opere d’arte contemporanea, provenienti dalle donazioni alla città di Roma del collezionista Carlo Bilotti. Giorgio de Chirico, Giacomo Manzù e Andy Warhol sono solo alcuni esempi di artisti presenti. Ma il ruolo del museo non si limita alla permanenza delle opere donate, periodicamente regala esposizioni sempre molto interessanti, facendo scoprire anche a chi frequenta sporadicamente il mondo dell’arte artisti meno conosciuti eppure tra i più significativi del nostro tempo.

 

Ed è questo il caso di Frank Holliday, uno degli artisti animatori dello storico Club 57, il locale dell’East Village di New York, luogo di movimenti artistici rivoluzionari tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli ottanta, e che nel 1980 vede il suo debutto artistico. La doppia personale New Paintings by Keith Haring and Frank Holliday, sancisce una amicizia tra i due artisti e una condivisione di approccio ad un’arte che sa guardare al passato per avviare un processo di continua rigenerazione. La convinzione è che la fine di ogni ciclo contenga il seme per un nuovo inizio.

 

Frank Holliday, la mostra a Roma

Rapporto con il passato che Holliday ha sempre mantenuto molto stretto in tutta la sua carriera, ma senza la pretesa di volerlo rigenerare. Come afferma il curatore Cesare Biasini Selvaggi: “Nel suo modo di relazionarsi con la storia dell’arte (Caravaggio, Tiziano, Tiepolo, Manet, Van Gogh, Rembrandt ecc.) Holliday non ha mai inteso di reinventare i grandi maestri del passato, né di mescolare gli stili delle avanguardie storiche in un pastiche di nuove formulazioni figurative all’insegna di un “eterno ritorno”, né di caricare l’opera di significati che ne vincolassero la lettura. Lasciando, invece, che i suoi lavori fossero aperti a interpretazioni diverse.

Le 36 opere presenti rappresentano perfettamente il suo orientamento creativo. Realizzate nel 2016 durante il soggiorno romano da lui stesso definito monastico. Dal suo studio in Vicolo del Leonetto, vicino Piazza Navona, durante la pause visitava le opere dei maestri della storia dell’arte e in particolar modo si intratteneva in un luogo particolarmente emozionante per lui, la Cappella Cottarelli, dove si abbandonava alle suggestioni e all’incanto del Caravaggio del ciclo pittorico di San Matteo, poi tornava nel suo studio e ricominciava a dipingere.

Afferma Holliday: “Molti dei miei dipinti riguardano le emozioni, ma soprattutto il senso di non capire esattamente cos’è l’emozione, il non sapere e la paura che questo genera. Cerco significati. Mi infilo sempre tra le immagini e le metafore, lavorando in serie, facendo lavorare i corpi. Quando trovo quello di cui ho bisogno, mi fermo. Cerco qualcos’altro …… Tutto viene dall’esplorazione.”

E forse questo è anche il modo di entrare in contatto con le sue opere, lasciarsi guidare dall’istinto, cercare, passare oltre, fermarsi di fronte un dipinto che ti colpisce e poi, magari, tornare indietro e cogliere qualcosa che ci era sfuggito.

Le enormi tele insieme a quelle di dimensioni più ridotte ricolme di colori hanno la forza dell’evocazione più intensa, non ci sono simboli che creano vincoli interpretativi, l’immateriale, però, è offerto in immagine. Lo studio dei maestri italiani gli ha fatto scoprire il paradiso, che possiamo solo immaginare, la terra e l’inferno, e l’uomo è tra questi ultimi due, tirato in giù dall’inferno dal quale cerca di elevarsi attraverso i contenuti spirituali della terra.

 

La Mostra promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio dell’Ambasciata Americana, presenta anche la proiezione del film inedito “Roman Holliday” di Amney Bonney, molto interessante e utile per approfondire una figura assolutamente

rilevante nel panorama artistico attuale.

 

Info,Orari e Costi

Frank Holliday in Rome

Dal 20 Giugno al 13 Ottobre 2019, Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese,

Viale dell’Aranciera 4

Orario: da Martedì a Venerdì h 13-19 (ingresso fino alle 18.30);

Sabato e Domenica h 10-19 (ingresso fino alle 18.30). Lunedì chiuso

Biglietti: Ingresso gratuito alla mostra e al museo

Info: +39 060608; e-mail: info@museocarlobilotti.it